Mi Chiamo Antonio
di e con Antonio Gargiulo
in collaborazione con Alessandro Brucioni
C’è un momento nella vita di un uomo, di una donna, di un cane, di un insetto, di un seme di grano e forse anche di una sedia, di una bombola del gas e di una macchina da scrivere in cui è necessario fermarsi e fare una pausa. Un momento in cui è essenziale smettere di correre dietro all’istinto di arginare gli eventi che si abbattono sul tuo mondo e constatare semplicemente che le cose vanno come devono andare. Ci vuole un momento di sospensione e di respiro dove per un attimo mettere in fla o in ordine quello che ti sta capitando intorno o dentro te stesso. Ricostruire o sfuggire o rifettere sul dove sei e sul come ci stai nelle cose che ti sono accadute e ti stanno ancora accadendo. Quel momento è come una fnestra, una passeggiata, un rintocco di campana che ti riporta a ciò che sei nella tua essenza più pura. Un momento di condivisione intimo. Mi chiamo Antonio è un esperimento d’incontro tra persone che non si conoscono e che possono condividere lo stesso bisogno e lo stesso desiderio di mettersi in pausa. Una performance nuda dove si sta come si è e ci si vede per come si sta e si è. Anche in silenzio. Se ce n’è bisogno.
Produzione Mowan Teatro in collaborazione con Collettivo U
-
Di
di e con Antonio Gargiulo
-
Regia
regia: Alessandro Brucioni